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luci e vedute

Luci e Vedute

Le luci e le vedute sono fondamentali perché consentono il passaggio di aria e di luce, ma quando si aprono sul fondo del vicino possono costituire un problema in termini di privacy e di sicurezza. La legge, quindi, definisce le luci e le vedute, ne regola l’apertura e detta una serie di vincoli e di distanze da rispettare. In sintesi si può definire “luce” un’apertura che dà passaggio alla luce e all’aria, ma non permette di affacciarsi sul fondo del vicino, e “veduta” un’apertura che permette di affacciarsi e di guardare di fronte, obliquamente o lateralmente sul fondo del vicino.

LUCI

Secondo il Codice civile (art. 901), le luci che si aprono sul fondo del vicino devono avere determinate caratteristiche e cioè:

*essere munite di un’inferriata idonea a garantire la sicurezza del vicino e di una grata fissa in metallo le cui maglie non siano maggiori di tre centimetri quadrati;

*avere il lato inferiore a un’altezza non minore di due metri e mezzo dal pavimento o dal suolo del luogo al quale si vuole dare luce e aria, se esse sono al piano terreno, e non minore di due metri, se sono ai piani superiori;

*avere il lato inferiore a un’altezza non minore di due metri e mezzo dal suolo del fondo vicino, a meno che si tratti di locale che sia in tutto o in parte a livello inferiore al suolo del vicino e la condizione dei luoghi non consenta di osservare l’altezza stessa.

*Non costituiscono luci quelle parti di muro perimetrale nelle quali sia stato inserito materiale di altra natura, come ad esempio il vetro-cemento il quale, pur consentendo il passaggio della luce ha la stessa funzione di delimitazione e di riparo assegnata al muro.

 

VEDUTE

Le vedute sono aperture che non solo permettono il passaggio di luce e aria, ma consentono di affacciarsi sul fondo del vicino. Una veduta permette, quindi, una visione mobile e globale sul fondo altrui consentendo di guardare frontalmente, ma anche obliquamente e lateralmente.

Ad esempio, una finestra con inferriata può essere considerata veduta solo se le maglie della stessa sono così ampie da consentire agevolmente di esporre il capo e guardare non solo frontalmente, ma anche obliquamente e lateralmente sul fondo del vicino. Quando si parla del fondo del vicino, a questi fini, ci si riferisce a qualunque parte, anche minima e marginale del fondo stesso.

Perché un’apertura possa considerarsi veduta, inoltre, non basta la semplice possibilità di affacciarsi sul fondo del vicino, ma è necessario che questa avvenga con comodità e in sicurezza e che l’apertura sia stata realizzata proprio con questa finalità e destinazione. Da questo si deduce che, ad esempio, un terrazzo o un lastrico solare (ossia la superficie piana che è posta alla parte superiore del fabbricato e che svolge essenzialmente la funzione di copertura) può ritenersi veduta se munito di ringhiere o parapetti tali da permettere di sporgersi senza pericolo.

Può capitare che porte, scale e ballatoi, pur essendo costruite per diverse finalità, possono costituire vedute. Basti pensare alle cosiddette porte finestre le quali, oltre a consentire un passaggio da un ambiente ad un altro (a differenza delle finestre) permettono di affacciarsi in sicurezza sul fondo del vicino. O si pensi ad alcuni ballatoi che per dimensioni e caratteristiche non son finalizzati esclusivamente a consentire l’accesso ad un fabbricato.

Mancato rispetto delle distanze: conseguenze

Se una veduta viene aperta ad una distanza inferiore dal fondo del vicino rispetto a quanto previsto dalla legge, il proprietario del fondo vicino può chiedere ed ottenere il rispetto della distanza stessa mediante la demolizione o la chiusura dell’apertura, il suo arretramento o mediante l’esecuzione di opere idonee ad impedire concretamente l’esercizio della veduta (es. la costruzione o l’arretramento di un parapetto o, nel caso di vedute laterali, la collocazione di un pannello). I giudici hanno però stabilito che queste opere alternative alla demolizione possono essere imposte dal giudice solo se espressamente richieste da colui che ha realizzato la veduta.

 

Cosa succede se una luce non rispetta i requisiti di legge

Innanzitutto il Codice civile chiarisce che le aperture che non hanno le caratteristiche delle vedute (v. paragrafo Cosa sono le vedute) sono considerate luci, anche se non hanno le caratteristiche previste per le luci.

È però riconosciuto al vicino il diritto di esigere che una luce irregolare sia resa conforme alle prescrizioni previste dalla legge (rispetto delle distanze tra suolo e base inferiore dell’apertura ecc.). Il vicino, quindi, ha il diritto di chiedere la messa a norma delle luci e non ha il diritto di chiuderle, se non acquistando la comunione del muro e costruendovi in appoggio o in aderenza come descritto nel paragrafo Chi ha il diritto di chiudere le luci altrui. Non potrà chiudere la luce in altro modo come, ad esempio, addossandovi tavole di legno.